Passammo una bella giornata e un quintale di pomodori: dal ricordo al ragù.

La giornata della passata è qualcosa di più del giorno in cui si preparano le riserve di sugo per la stagione, chi l’ha vissuta almeno una volta lo sa.

Il giorno della passata è quel giorno in cui tutta la famiglia e la casa vivono lo

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L’ultima fase della passata: la bollitura.

scombussolamento delle operazioni e il leggero prurito alla pelle del sugo del pomodoro. A settembre dell’anno scorso un quintale di pomodori si è trasformato, attraverso le mani di nonni, zii e nipoti (una catena di montaggio incredibile, con compiti stabiliti in base al ruolo sociale del familiare) in un centinaio di vasetti di sugo di pomodoro più o meno rustico: passata o pelati, in base ai gusti.

Ora, settembre si avvicina e con lui i discorsi tipici di questo mese dell’anno: funghi, in primis e giustamente, ma anche sul quando istituire il giorno della passata, che “questa domenica no che lui è via e quella dopo forse è meglio, si ma hai ordinato i pomodori? la facciamo da me o da te o da loro?”.

Nell’attesa di stabilire il passaday e come in risposta naturale al suo avvicinarsi, scatta puntale anche l’esigenza – sensata- di arrembare gli ultimi barattoli dell’annata 2014: è tempo de IL Ragù. Quello con “IL” maiuscolo, oltre alla “R”.

Elementi essenziali de IL Ragù, che già in alcuni scritti dell’Artusi veniva definito forse “coi controcazzi ragù“, sono perciò senza dubbio i pomodori trasformati in sugo che vengono utilizzati.

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I nostri pelati, annata 2014.

La carne poi, ovviamente. Acquistata la mattina e macinata in diretta dal macellaio di fiducia, sito nel piccolo e grazioso comune di Ghirla. Un cinquantenne brillantone e dall’accento milanèss che anche oggi – come sempre – mi ha detto che io, una trita così, non l’avevo mica mai vista.

Elemento di secondaria importanza a livello quantitativo ma non qualitativo: le onions, italian food, cipolle, orto, cipolle biondecipolle. Rigorosamente dell’orto e non troppo grandi. Si consiglia di indossare occhialini da piscina o addirittura maschera da sub durante l’operazione di mondatura, salvo che si abbiano peccati da espiare.

 

Last, but not least: cazzeggio di spessore.
Fondamentale per la buona riuscita de IL Ragù è il lasciarlo sobbbbollire, pianissimo e con tantissime “b”, per ore e ore. Tra le sette e le otto, per quanto mi riguarda.
Durante tale periodo di tempo è necessario godere del piacere di sentirlo sobbbbolire, dilatando le narici per inebriarsi della profumosità, tenendosi impegnati in attività di un certo livello qualititativo e che vi consentano di andare a dargli una dolce rugata di tanto in tanto, come una madre va a sistemare il lenzuolo al bambino mentre riposa.

Badate di non sottovalutare il cazzeggio di spessore, perchè è misticamente quanto certamente la chiave della riuscita del vostro sugo.

Oggi, per quanto mi riguarda, il cazzeggio di spessore è l’ultimo capitolo della saga de La Asimov, fantascienza, vino,. italian food, wine, food and bookFondazione di Asimov, accompagnato dalla Barbera della cantina Castelli di Neive – vigneto Santo Stefano, con la quale ho sfumato la trita prima che venisse abbracciata dal sugo.

Ora scusatemi, vado a rigirare con solennità la creatura.

 

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